Jobs, il DRM e un chitarrista

Scritto da Marco il 19 febbraio 2007

Categorie: varie

Sono un blogger in differita, lo sono sempre stato, anche nei blog precedenti. Per cui solo adesso scrivo la mia sul tema caldo della scorsa settimana: la sparata di Jobs sul DRM e sulle policy di iTunes.

Fermo restando che c’è chi ne ha scritto meglio e più esaustivamente di quanto io potrei mai fare, non posso che citare il post migliore sull’argomento, di Paolo Attivissimo.
Anche Johansen ha scritto diversi punti interessanti, e sono quasi completamente d’accordo.

Niente da aggiungere alle considerazioni di carattere pragmatico / commerciale, a parte il mio personale commento: il DRM è l’unica ragione per cui non ho mai comprato e non comprerò mai musica da iTunes né da nessun altro negozio online. Mai.

Sono un appassionato di musica da sempre, i primi ricordi che ho della mia infanzia sono legati a brani degli Stones, Deep Purple e Pink Floyd. Per un periodo della mia vita ho fatto anche il musicista.
Possiedo un iPod G5 da 30 GB, che attualmente contiene 1538 tracce.
Di queste, la stragrande maggioranza (stiamo intorno al 90%), proviene da CD che ho comprato negli anni nei posti più disparati, molti su amazon.
A tutt’oggi, se esce qualcosa che mi piace, o se qualcosa che voglio comprare è disponibile su iTunes, la vado comunque a comprare in negozio (preferibilmente online), sia perché sono un po’ feticista e mi piace avere in mano il CD, ma soprattutto perché non potrei mai e poi mai sopportare che qualcun altro avesse il potere di decidere come/dove/quando devo sentire / vedere cosa. Sarebbe intollerabile.

Non ho alcun problema ad ammettere di aver fatto bizzeffe di copie dei miei CD; proprio perché ci tengo tanto, non porto l’originale (magari rarissimo) in automobile ad Agosto; proprio perché ci tengo tanto, non presto l’originale a nessuno; proprio perché ci tengo tanto, posso tranquillamente affermare che non ci sarà mai spazio per la musica protetta nella mia casa.

Se un giorno dovesse succedere che tutto il mondo si beve il cervello, e tutti saranno talmente rincoglioniti davanti al culo delle veline da lasciare che non ci sia più una sola traccia audio non protetta da DRM in tutto il pianeta, allora l’unica musica che sentirò sarà quella che suono io.

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1 Trackback per questo post

  1. DRM e acquisti online at marco.log Says:

    […] già scritto quello che penso del DRM, ma un paio di giorni fa mi capita di cascare su questo articolo di Jacqui Cheng su Ars Technica. […]

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