Windows Server 2008 RemoteApps

Scritto da Marco il 11 luglio 2007

Categorie: software

Visto che ho poco e niente tempo libero negli ultimi tempi, piuttosto che scrivere del meeting di technet, sto provando le caratteristiche di Windows server 2008, con una certa curiosità verso quelle decisamente nuove.

Al momento non ho la possibilità di dedicare un server al testing, per cui l’ambiente in cui sta girando il sistema è una macchina virtuale realizzata con vmware server, a cui ho assegnato 12GB di spazio disco ed 1 GB di ram.

Dato che in questi giorni sono in ballo con un’installazione piuttostosto complessa presso un cliente, che sta migrando tutto l’abiente di lavoro su terminal services, mi è venuto in mente di provare il nuovo servizio disponibile con i servizi terminal di windows 2008: RemoteApps, appunto.

Il concetto è semplice: attraverso i terminal services, ed il nuovo più sofisticato client di desktop remoto, si da accesso ad una singola applicazione remota, invece che tutto il desktop da cui poi lanciare l’applicazione.
Una cosa del tutto simile a quello che fino ad oggi era totale appannaggio di Citrix … e a questo punto via libera alle polemiche su come Microsoft può far fuori la concorrenza semplicemente integrando funzioni nel proprio sistema operativo.

L’installazione non è particolarmente complessa, nell’ordine:

  • da Server Manager si aggiunge il ruolo terminal server
  • si installa l’applicazione che si vuole distribuire in rete sul server, come una qualunque applicazione
  • da Server Manager, si apre il TS RemoteApp manager (sta sotto terminal services)
  • nel box RemoteApps, clic col il tasto destro, Add RemoteApps
  • parte un wizard semplicissimo ed intuitivo, che con pochi passi configura l’applicazione

A questo punto, bisogna distribuire l’applicazione in rete, anche se più che altro si tratta di distribuirne l’accesso.
E quì cominciano le cose interessanti: nel server manager, cliccando col destro sull’aplicazione configurata, si può scegliere se distribuirla come file .rdp, o creare direttamente un windows installer.
Scegliendo questa opzione, si apre un wizard che consente di configurare un file .msi che crea automaticamente, nel client su cui viene eseguito, tutte le impostazioni necessarie per lanciare l’applicazione, consentendo anche di specificare la posizione del collegamento nel menù avvio, sul desktop, ed il nome dello stesso.

L’aspetto assolutamente eccezionale di questo sistema, è che il computer client che esegue l’applicazione lo fa in maniera totalmente trasparente, esattamente come se si trattasse di un programma installato in locale.
L’unico modo per capire che il programma non è eseguito in locale, consiste nell’andare sull’help e verificare il sistema operativo in uso …

Interessante, anche poiché viene subito in mente la semplicità con cui si può distribuire un file simile (66KB) tramite domain policy, con un impatto praticamente nullo sulle prestazioni della rete, avendo la certezza che i client che eseguono l’applicazione non avranno problemi di dll non aggiornate, e tutte quelle cazzabubbole varie ed eventuali che si verificano regolarmente in qualunque rete.

Da verificare l’impatto sulle prestazioni in ambiente di produzione (si rimanda a tra un anno?), ma trattandosi di serviziterminal, mi sa che non saranno superiori a quelli richiesti per lanciare un’intera sessione desktop.

Nulla da dire, a questo giro sembra che mammamaicrosoft abbia fatto centro, questo servizio è davvero utile in una quantità enorme di situazioni

2 Commenti a questo post Fai sapere che ne pensi!

  1. Vash Scrive:

    ciao, complimenti per il blog ;)
    non mi è chiara una cosa per qunato riguarda le RemoteApp, se ad esempio io lancio un programma da remoto le risorse utilizzate, tipo ram, cpu ecc sono quelle del server 2008 o quelle della macchina locale?
    per me l’ideale sarebbe quello di usare le risorse del server dato che ho un gestionale che richiede come requisiti un buon processore!!

    grazie
    ciao

  2. Marco Scrive:

    Le Remote Apps, anche se in linea con la politica di microsoft hanno un nome fantasioso, altro non sono che una modalità di accesso (e distribuzione) ai servizi terminal. Per questa ragione, le risorse utilizzate sono quelle del server, tranne per la console pura e semplice (ovvero Keyboard, Video, Mouse), che è gestita da remoto. Tant’è che in alcuni ambienti si possono usare dei thin client per accedere al server terminal — da notare che questa frase generalmente scatena un brivido ghiacciato giù per la schiena di tutti coloro che sono stati in sala server ai tempi di NT 4.0 :)
    Nelle best practices di win2k3 era consigliato di dedicare almeno 128MB di RAM per ogni sessione client, se non ricordo male.

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