DRM e acquisti online

Scritto da Marco il 24 aprile 2008

Categorie: sicurezza

Avevo già scritto quello che penso del DRM, ma un paio di giorni fa mi capita di cascare su questo articolo di Jacqui Cheng su Ars Technica.

Trad.: i clienti che hanno acquistato musica dall’ormai defunto MSN Music store di Microsoft si trovano a dover prendere una decisione che non si sarebbero mai aspettati:decidere a quale computer (e sistema operativo) affidarsi ed autorizzare per sempre, oppure dimenticarsi di accedere alla musica per cui hanno pagato. Perché? Perché Microsoft ha deciso di chiudere il supporto al servizio, e spegnerà tutti i server di autorizzazione di MSN Music per la fine di quest’estate. (continua)

Giuro che la prima reazione è stata un accennato sorriso ironico, al pensiero di quei fessi che ci sono cascati, ed hanno speso soldi per comprare qualcosa che è loro solo fino a quando il precedente proprietario non decide di riprendersela indietro.

Ci sono due cose che mi vengono in mente subito:

Primo: il modo in cui è stata gestita la cosa è semplicemente violento, prevaricatorio per non dire provocatorio e denigrante nei confronti dei consumatori. Avrebbero potuto benissimo fare in modo che chi aveva acquistato legalmente dei brani musicali potesse, con un ultima verifica prima della disconnessione, vederseli sbloccati per sempre, e poterli ascoltare anche sul suo prossimo computer. Invece no. Fine, chi ha comprato qualcosa, potrà autorizzare un ultimo PC, e potrà ascoltare la musica che ha comprato (con soldi che NON scadono) a patto di non fare modifiche hardware significative e di non aggiornare mai più il sistema operativo. Sembra quasi una battuta.

Secondo: il modello di DRM è molto simile a quello di iTunes, e ci sono molte più persone che hanno comprato musica protetta dal negozio di Apple. Cosa succederebbe se domani, per una qualunque ragione, Apple decidesse di spegnere i server di iTunes? La stessa, identica cosa. Con tanti saluti a chi è stato legalmente truffato.

Il gongolare lascia però presto spazio al rammarico, al pensiero che in realtà una fetta enorme di coloro che fanno acquisti e non solo, una fetta enorme degli utenti della rete è costituita da persone che sono in completa buona fede, che vedono il logo Microsoft (o Sony, o Apple …) e credono che sia una certezza di affidabilità, che li metta al sicuro da tutti quegli atti di puro terrorismo ideologico che vedono al telegiornale. Penso a mia madre quando chiama il supporto tecnico di Tiscali, che ha un numero a pagamento, e quelli le fanno la supercazzola e mettono giù per farla richimare 10 volte e farle spendere quei soldi che “le fanno risparmiare” dalla bolletta. E tutto è accettato troppo passivamente.

Penso che la Rete sta andando in una direzione in cui le persone si stanno abituando ad essere prevaricate,
a vedersi ledere una scheggia dei propri diritti ogni giorno, e lo si sta facendo con troppa leggerezza.

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