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	<title>marco.log &#187; web</title>
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	<description>il blog di Marco Scano</description>
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		<title>A new little black dress</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 20:55:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eccoci, dopo più di un anno di procastinazione selvaggia, ho preso la drammatica decisione di cambiare template al blog. Certo, non che il vecchio K2 non mi piacesse, nella sua sconcertante semplicità, ma è evidente che in quattro anni le cose sono cambiate, la rete è cambiata, e la presenza in rete doveva cambiare di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci, dopo più di un anno di procastinazione selvaggia, ho preso la drammatica decisione di cambiare template al blog.</p>
<p>Certo, non che il vecchio K2 non mi piacesse, nella sua sconcertante semplicità, ma è evidente che in quattro anni le cose sono cambiate, la rete è cambiata, e la presenza in rete doveva cambiare di conseguenza.</p>
<p>L’idea originale ovviamente consisteva nel crearmi in casa il mio nuovo template, perché tanto di solito quelli che si trovano in giro non mi piacciono, ma alla fine, tra il tempo che non si trova mai, il lavoro sempre più urgente, il tutto era sprofondato nella cupa stagnazione.</p>
<p>Insomma, alla fine ho scelto questo <a href="http://www.thrillingheroics.com/ThrillingTheme">ThrillingTeme</a> di Cody McKibben, che ringrazio di nuovo per il bel lavoro. Un bel template griddoso e senza troppe cazzatine luminose in giro, collegato a tutti i vari socialcosi che non so più nemmeno quanti sono (sarà per quello che alla fine non li uso).</p>
<p>Lista del da farsi per il weekend comprende, in ordine sparso: taroccare tutti i file per tradurre in italiano almeno i titoli principali, fixare il footer che non consente di inserire il widget di Google Analyticator, aggiungere qualche tab interessante per il Tumblr che ho iniziato di recente e vari altri <em>socialbottoncini</em>. Ah, ecco … anche il font dei titoli mi sembra troppo pesante, e sarà senz’altro messo a dieta.</p>
<p>Consigli su widget da installare sono benvenuti. <strike>– Uno che scrive i post&#160; da solo non c’è, vero?</strike></p>
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		<title>Unsubscribing made easy</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jul 2009 17:14:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giusto un appunto, per dire che l&#8217;ho provato già due volte ed ha funzionato in entrambi i casi. Official Gmail Blog: Unsubscribing made easy Purtroppo NON funziona quando i propri dati sono stati rimbalzati tra vari membri delle società di mutuo spamming, esempio: &#8220;io mi iscrivo al servizio X dell&#8217;azienda A, che automaticamente mi inserisce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giusto un appunto, per dire che l&#8217;ho provato già due volte ed ha funzionato in entrambi i casi.</p>
<p><a href="http://gmailblog.blogspot.com/2009/07/unsubscribing-made-easy.html">Official Gmail Blog: Unsubscribing made easy</a></p>
<p>Purtroppo NON funziona quando i propri dati sono stati rimbalzati tra vari membri delle società di mutuo spamming, esempio: &#8220;io mi iscrivo al servizio X dell&#8217;azienda A, che automaticamente mi inserisce nelle trentadue newsletter dell&#8217;azienda B&#8221;.</p>
<p>In quel caso uso ancora il &#8220;report spam&#8221;.</p>
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		<title>Usare il PageRank come misura della rilevanza scientifica</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 11:25:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Pubblicazioni scientifiche]]></category>

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		<description><![CDATA[È un concetto molto interessante, che usai circa un anno fa allo scopo di spiegare ad alcuni scienziati l&#8217;importanza di usare un portale web accessibile e dinamico per pubblicare una rivista scientifica. Le slide di quella presentazione non le ho mai messe online, ma alcune di esse sono state incorporate in una che feci qualche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È un concetto molto interessante, che usai circa un anno fa allo scopo di spiegare ad alcuni scienziati l&#8217;importanza di usare un portale web accessibile e dinamico per pubblicare una rivista scientifica.</p>
<p>Le slide di quella presentazione non le ho mai messe online, ma alcune di esse sono state incorporate in una che feci qualche mese dopo, che si possono trovare sul <a href="http://www.slideshare.net/mgscano/scano-fertilia-may2008">mio slideshare</a>.</p>
<p>Una cosa che secondo me Stevenson su Ars Technica [1] non spiega con chiarezza, è la relazione abbastanza stretta che esiste tra il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Page_rank">Page Rank</a> di Google e l&#8217;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Impact_factor">Impact Factor</a>. Entrambi infatti poggiano sullo stesso concetto di base: costruire un modello di <em>Citation Network</em> in cui si attribuisce ad ogni articolo / pagina web un punteggio in base al numero di citazioni che questo riceve, pesando il valore di ciascuna citazione in base al punteggio della fonte.</p>
<p>Fin quì i concetti di base, poi per approfondire le differenze, si può vedere il lavoro di Maslov et al.[2] che introduce il concetto di <a href="http://www.cmth.bnl.gov/~maslov/citerank/Examples.php">CiteRank</a>, ovvero un algoritmo sempre basato sulle citazioni, ma in cui la distribuzione dei <em>pesi</em> cambia in funzione della minore anzianità della fonte, che nella ricerca scientifica ha ovviamente un peso diverso.</p>
<p>Una differenza piuttosto drastica è invece determinata dal sistema con cui il citation network è costruito. Se google deve mandare in giro i propri crawler e costruirsi dei modelli sofisticatissimi di archiviazione [3], il sistema delle citazioni scientifiche può contare su uno strumento creato appositamente per tracciare le citazioni, usando un singolo strumento: il <a href="http://www.crossref.org/02publishers/index.html">Digital Object Identifier</a>, abbreviato con DOI. In effetti si tratta semplicemente di un sistema di routing delle citazioni, e come detto sopra i principi di base restano assolutamente integri.</p>
<p>Su queste similitudini si basa infatti il successo impressionante delle riviste scientifiche online, avvenuto negli ultimi anni.</p>
<p>Usando il modello dell&#8217;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Open_access_(publishing)">Open Access</a>, riviste come PLoS e BioMedCentral hanno infatti visto il proprio Impact Factor schizzare alle stelle, grazie all&#8217;elevata rintracciabilità dei lavori pubblicati, che si traduce irreversibilmente in una maggiore probabilità di essere citati, e concretamente in un effettivo alto numero di citazioni.</p>
<p>L&#8217;apertura dei contenuti delle riviste scientifiche avvenuta con questo sistema è oggettivamente un passo avanti enorme nel mondo scientifico, fino a poco tempo fa monopolizzato dal sistema delle subscription, spesso costosissime, che si associavano ad altrettanto costose tariffe di pubblicazione.</p>
<p>La Rete ha avuto impatto (e che impatto!) anche in tutto ciò: l&#8217;accesso libero ai contenuti e la loro più semplice rintracciabilità sta consentendo uno sviluppo notevole della ricerca anche nei paesi in via di sviluppo, ma quì finirei per diventare autoreferenziale, quindi rimando solo ad un link di esempio ad una <a href="http://www.jidc.org/">rivista open access dedicata alla ricerca sulle malattie infettive</a>.</p>
<p>A questo punto si potrebbe fare anche un passo avanti.</p>
<p>Riprendendo il concetto di Debbie Weil di Return on Blogs [4], si potrebbe dunque concludere che in realtà in un futuro non troppo lontano il successo della ricerca scientifica potrebbe anch&#8217;esso passare per i blog? Mi sembra presto per dirlo, ma nel frattempo quelli di CrossRef &#8212; per non saper ne leggere ne scrivere &#8212; hanno creato un <a href="http://sourceforge.net/projects/crossref-cite/">plugin per WordPress</a>.</p>
<p><strong>References:</strong></p>
<ol>
<li>Stevenson (2009) <a href="http://arstechnica.com/science/news/2009/01/using-pagerank-to-assess-scientific-importance.ars">Using PageRank to assess scientific importance</a>. Ars Technica</li>
<li>Maslov et al. (2008) Promise and Pitfalls of Extending Google&#8217;s PageRank Algorithm to Citation Networks.  J.Neurosci. vol. 28 issue 44 pp. 111031105. <a href="http://dx.doi.org/10.1523/JNEUROSCI.0002-08.2008">DOI: 10.1523/JNEUROSCI.0002-08.2008</a></li>
<li>Brin et al.  (1998) The Anatomy of a Large-Scale Hypertextual Web Search Engine. Computer Networks and ISDN Systems. vol.30 pp. 107-117. Section 2.1. <a href="http://citeseerx.ist.psu.edu/viewdoc/summary?doi=10.1.1.42.3243">DOI:10.1.1.42.3243</a></li>
<li>Weil (2006) <a href="http://www.debbieweil.com/book/">The Corporate Blogging Book</a>. Piatkus Books. ISBN: 978-0749927431</li>
</ol>
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		<title>Il web 2.0 è un videogame (?)</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Sep 2007 07:48:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi rifaccio ad un Post di Kyle Orland, via Federico Fasce. Teoria interessante, sebbene non nuovissima. Già dai tempi dei primi forum sembrava chiaro che in essi, tra nick evocativi, avatar e spesso improbabili riferimenti a qualche fantomatica real life, spesso e volentieri gonfiata di sboronate ai limiti del delirio da parte del protagonista di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi rifaccio ad un Post di <a href="http://www.escapistmagazine.com/articles/view/issues/issue_115/1958-WebGame-2-0.3">Kyle Orland</a>, via <a href="http://www.kurai.eu/356/il-web-20-e-un-videogame/">Federico Fasce</a>.</p>
<p>Teoria interessante, sebbene non nuovissima. Già dai tempi dei <a href="http://gaming.ngi.it/forum/">primi forum</a> sembrava chiaro che in essi, tra nick evocativi, avatar e spesso improbabili riferimenti a qualche fantomatica real life, spesso e volentieri gonfiata di sboronate ai limiti del delirio da parte del protagonista di turno, in essi dicevamo si andavano chiaramente delineando i tratti un gioco di ruolo, un MMORPG, per essere più precisi.</p>
<p>I caratteri c&#8217;erano già tutti: il mondo virtuale, gli avatar, i clan alleati e quelli rivali, i nuovi arrivati che sgomitano per farsi notare &#8230; fino al momento in cui gli altri utenti del forum ormai aspettavano le risposte caratteristiche dai <em>personaggi</em> più che dalle persone.</p>
<p>Mi pare fosse qualche mese fa, che ritrovando online un <a href="http://aresio.blogspot.com/">amico</a> di un forum che usavo frequentare, gli dissi che ora mi sono stufato del Multiplayer, e gioco solo in single. Ma forse questa è troppo da quaker.</p>
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