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	<title>marco.log &#187; it</title>
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	<description>il blog di Marco Scano</description>
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		<title>Case Report: Gmail e China Great Firewall</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 09:15:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[China]]></category>
		<category><![CDATA[firewall]]></category>
		<category><![CDATA[Gmail]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli ultimi giorni è scoppiata una seria polemica tra Google ed il governo cinese, in cui la prima ha esplicitamente accusato il secondo di bloccare il traffico degli utenti cinesi verso i server di Gmail. (NY Times, BBC News, Engadget, Slashdot) Di quelli che sono gli scambi di accuse e le risposte a livello diplomatico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi giorni è scoppiata una seria polemica tra Google ed il governo cinese, in cui la prima ha esplicitamente accusato il secondo di bloccare il traffico degli utenti cinesi verso i server di Gmail. (<a href="http://www.nytimes.com/2011/03/21/technology/21google.html?_r=1&amp;partner=rss&amp;emc=rss">NY Times</a>, <a href="http://www.bbc.co.uk/news/business-12802914">BBC News</a>, <a href="http://www.engadget.com/2011/03/21/google-and-china-clash-again-this-time-over-gmail-access/">Engadget</a>, <a href="http://tech.slashdot.org/story/11/03/21/158204/Google-Accuses-China-of-Interfering-With-Gmail?from=rss&amp;utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+Slashdot%2Fslashdot+%28Slashdot%29">Slashdot</a>)</p>
<p>Di quelli che sono gli scambi di accuse e le risposte a livello diplomatico non m’interesso affatto, visto che è palese che si tratta – appunto – di dichiarazioni politiche, che spesso o mai hanno realmente a che fare con quella che poi è la realtà concreta dei fatti.</p>
<p>Di fatto, la scorsa settimana mi è capitato di imbattermi personalmente nel problema, e provo quì a riportare quello che ho visto.</p>
<p>Mercoledì 16 Marzo 2011, 9:09 CET, mi contatta via Skype un collega che si trova in Cina, provincia di Guandong, chiedendomi se ci fossero dei problemi sul server di posta della nostra organizzazione &#8212; che usa le Google Apps per mail, docs, e talk &#8212; dato che lui non riusciva più ad accedere ad alcun servizio.</p>
<p>Dato che a me, stando in Italia, tutto funzionava perfettamente, gli faccio fare qualche verifica sul sistema, giusto per essere sicuro che non ci fossero problemi sul suo PC (win 7 64). Sembrava tutto a posto: DHCP, DNS, niente valori taroccati, tutto “nella norma”, come qualunque PC che sia collegato in una qualsiasi rete locale.</p>
<p>Purtroppo non ho salvato il log del suo <strong>ipconfig /all</strong>, ma ricordo che non c’era nulla di “sospetto”. DHCP ok, gateway ok (altrimenti non sarebbe arrivato nemmeno su skype …), DNS relayed.</p>
<p>Lui riusciva a navigare regolarmente, salvo che proprio non otteneva alcuna risposta da nessun terzo livello di google.com. Nota: l’indirizzo mail di un dominio sulle google apps è costruito in questo modo</p>
<p>http://mail.<strong>google.com</strong>/a/&lt;dominio.organizzazione&gt;</p>
<p>Un <strong>ping</strong> su <strong>googlemail.l.google.com</strong> non dà risposta, ma <strong>74.125.232.152</strong> invece si.</p>
<p>La prima cosa che mi viene in mente, è che qualche simpaticone nei piani alti (del network) in Cina abbia <a href="http://tech.slashdot.org/story/11/03/21/158204/Google-Accuses-China-of-Interfering-With-Gmail?from=rss&amp;utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+Slashdot%2Fslashdot+%28Slashdot%29">ricominciato a giocare con i DNS</a>, come successo in passato. Provo allora a chidere al mio collega di pingare, nell’ordine, i seguenti indirizzi di server DNS alternativi:</p>
<p>208.67.222.222 (OpenDNS) – timed out</p>
<p>8.8.8.8 (google) – timed out</p>
<p>4.2.2.1 (Level3 comm) – okay</p>
<p>Si procede allora ad inserire quest’ultimo indirizzo come predefinito nelle impostazioni della scheda di rete, si ripulisce la cache DNS, e si verifica di poter navigare, tutto ok. Salvo che di accedere ai server di gmail, proprio non se ne parla.</p>
<p>Riepilogando: un servizio è irraggiungibile, nonostante il suo indirizzo IP sia correttamente risolto dal client, sia direttamente che attraverso un DNS.</p>
<p>Questo risultato si ottiene in un modo solo: con la&#160; <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Deep_packet_inspection">DPI</a>. E questo implica la volontà di farlo, non può essere un caso.</p>
<p>Con quali armi si sarebbe combattuta la terza guerra mondiale non lo sapeva con certezza neppure Einstein, ma si comincia ad avere qualche indizio.</p>
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		<title>Un IP statico, ed il supporto tecnico di Fastweb</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Feb 2011 11:49:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[it]]></category>
		<category><![CDATA[disservizi]]></category>
		<category><![CDATA[fastweb]]></category>
		<category><![CDATA[supporto tecnico]]></category>

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		<description><![CDATA[È un tranquillo pomeriggio d’inverno, il nostro eroe è al lavoro sui soliti diversi fronti, quando d’improvviso nessun apparato della rete riesce più ad uscire su internet. In mezzo alle rituali&#160; santiate e sbuffate, comincio a cercar di capire cosa succede &#8212; intanto se si tratta di un problema diffuso, come già capitato, o se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È un tranquillo pomeriggio d’inverno, il nostro eroe è al lavoro sui soliti diversi fronti, quando d’improvviso nessun apparato della rete riesce più ad uscire su internet.</p>
<p>In mezzo alle rituali&#160; <em>santiate</em> e sbuffate, comincio a cercar di capire cosa succede &#8212; intanto se si tratta di un problema diffuso, come già capitato, o se piuttosto sia andato giù qualcosa di mio. In rete tutto tace, su twitter l’hash #fastweb è praticamente bianco, e allora comincio a controllare i miei apparati.</p>
<p>La rete di casa/ufficio/tutto è a posto; il firewall funziona bene, il modem/router del provider pare a posto, telefono e fax funzionano ancora.</p>
<p>In breve arrivo a scoprire uno strano problema: la rete funziona si, ma solo fino al gateway del provider, da lì in poi, il buio. Peccato che questo non succeda collegando direttamente al modem/router un pc qualsiasi, che invece esce tranquillamente.</p>
<p>Intuisco che il problema possa essere riconducibile al fatto che quello del firewall non è un MAC qualunque per i loro sistemi, dato che su di esso è associato un IP pubblico statico, ergo ci potrebbe essere qualche problema relativo ad una tabella di reservation da qualche parte. Provo a scambiare i MAC del PC e del firewall, ed ecco la conferma, ora il PC non va, ed il firewall si.</p>
<p>Bene – mi dico – il server DHCP è una macchina di fastweb (di quanto cervellotica ed improbabile sia la configurazione della loro rete, magari se ne parla in un altro post), sentiamo fastweb per capire che succede.</p>
<p>Parlo con Pierpaolo (tutti i nomi sono stati cambiati), gli spiego il problema, gli spiego la situazione, e lui mi comunica che il problema sarà risolto in 24/48 ore. Viene risolto in circa 16 ore (notte inclusa), tutto bene, si ricomincia a lavorare.</p>
<p>Passano altre 4 ore e BONG. Tutto giù, esattamente come il giorno prima.</p>
<p>Il primo operatore con cui parlo è un tal Guidobaldo, che al contrario del suo collega non capisce assolutamente nulla di quello che gli sto dicendo, si limita a leggermi il suo manuale che dice “noi non diamo supporto se si connette al modem con un firewall”, ignorando che tale configurazione me l’hanno venduta i suoi commerciali e suggerita i suoi colleghi, ignorando che un MAC address si può cambiare su qualunque scheda di rete, mi dà del saccente, e butta giù.</p>
<p>Riprovo. Questa volta parlo con Filiberto, che capisce in parte il problema, ma non riesce – nemmeno lui – ad uscire dal ritornello “ma lei si collega con il PC o con un firewall?”. Ci vogliono tre telefonate per cercare di fargli capire che il problema non è nell’apparato, ma nel MAC con cui questo s’identifica: tutti i MAC funzionano tranne quello a cui di volta in volta è associato l’IP pubblico, sia che lo configuri su un firewall, su un PC, su un disco volante, non cambia nulla.</p>
<p>Nulla da fare, anche lui mi risponde che mi devo arrangiare, che il problema è nella scheda del mio firewall. Alla domanda “scusi, ma se fosse così, mi spiega com’è possibile che navigo fino al vostro gateway?” non sa rispondere, ma ribadisce che “per logica” (quale logica?) è un problema mio, e chiude.</p>
<p>Alla fine riesco a far aprire la chiamata per il disservizio, che si son fatte le 8 di sera, da parte di Maria Antonietta. E torniamo alle 24/48 ore.</p>
<p>Attendo paziente, ma il prblema resta. Richiamo, risponde Katia. Mi conferma che non è stata aperta alcuna chiamata, perché il MAC “stregato” è della Cisco, ed il supporto tecnico risponde solo se viene associato un PC.</p>
<p>Tralasciando ogni commento sul delirante proposito di stare in rete con un IP pubblico su un PC windows, sto al loro gioco: blindo una macchina virtuale, le associo l’IP pubblico, condannandola al previsto silenzio web.</p>
<p>Parlo con Giovanna, le confermo che sono collegato in una sessione di IP pubblico statico con un laptop (mi fa orrore solo a scriverlo …), e che non navigo, tralasciando tutti i particolari per non indurla in tentazione di menzionare la tragica parola firewall. Apre una nuova chiamata, promettendo che sarò ricontattato.</p>
<p>Passa un’oretta circa, e vengo chiamato da un tecnico di cui non riesco a capire il nome, con gli anni sto diventando sordo.</p>
<p>Costui mi presenta uno scenario del tutto nuovo e sconosciuto: devo configurare l’IP pubblico direttamente sulla scheda di rete del laptop [sic!]. Per quanto la cosa mi sembri assurda, lo seguo, nella speranza di avere una quale che sia configurazione funzionante che poi posso replicare dove voglio.</p>
<p>Mi viene proposto di configurare l’IP, ma non la netmask, né il gateway. Allibito, chiedo come possa funzionare una configurazione simile, mi viene risposto che “è tutto in automatico”, e a nulla valgono le mie domande contenenti parole arcane come DHCP, broadcast, discovery, ed altre oscenità da pervertiti. Decido di accontentarlo, tanto ormai le ho sentite tutte, sorrido, salvo, e gli confermo che non funziona – <em>ma và??</em></p>
<p>Promette di farmi richiamare da un altro tecnico.</p>
<p>Se non ho perso definitivamente il conto, adesso il firewall si presenta in WAN con il MAC di un acer di qualche tipo e, senza il mio IP statico che pago, naviga che è una bellezza.</p>
<p>Morale della favola: che il problema stia lì o meno, non pronunciate mai per nessuna ragione la parola <em>firewall</em> con un operatore del 192193.</p>
<p>La storia continua …</p>
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		<title>Unpacking SMAU: the day after</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 09:19:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[it]]></category>
		<category><![CDATA[unpacking smau brescia 2009]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccoci quà, purtroppo in ritardo a causa della mole clamorosa di lavoro arretrato, alle considerazioni sull&#8217;evento di Brescia del 24 Marzo. L&#8217;impressione generale è stata davvero buona: l&#8217;evento, pur con le difficoltà logistiche di un padiglione in pieno allestimento, si è svolto in modo fluido e molto fruibile. Complimenti davvero ad Anna Micossi e Pierantonio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci quà, purtroppo in ritardo a causa della mole clamorosa di lavoro arretrato, alle considerazioni sull&#8217;evento di Brescia del 24 Marzo.</p>
<p>L&#8217;impressione generale è stata davvero buona: l&#8217;evento, pur con le difficoltà logistiche di un padiglione in pieno allestimento, si è svolto in modo fluido e molto fruibile. Complimenti davvero ad Anna Micossi e Pierantonio Macola di SMAU.</p>
<p>Mi ha colpito in particolare la parte riguardante le startup, dove ho potuto vedere alcuni progetti davvero interessanti, soprattutto quello di Daniele Galiffa di <a href="http://www.closr.it">Closr.it</a>, un tool dal potenziale a mio avviso enorme. Ho il sospetto che per certi versi neppure loro si rendano ancora conto del giocattolo che hanno in mano, ma decisamente (e noto di <a href="http://www.mavero.it/2009/03/25/closrit-una-start-up-interessante-a-unpacking-smau-brescia/">non essere il solo</a>), questa è la novità più interessante che ho visto.</p>
<p>Ottima anche l&#8217;idea dei ragazzi di <a href="http://www.workcity.org">workcity.org</a>, un servizio di gestione della contabilità online che, a parte un ActiveX che ha riscosso pochi consensi in giro, a me pare piuttosto interessante, e che potrebbe rappresentare un&#8217;ottima soluzione per molti professionisti e piccole aziende &#8212; che non dimentichiamoci, costituiscono pur sempre la stragrande maggioranza dell&#8217;imprenditoria in Italia.</p>
<p>Dal punto di vista personale, poi, mi ha fatto piacere conoscere finalmente di persona alcuni blogger che  seguo da parecchio. Un saluto particolare quindi va a <a href="http://www.pseudotecnico.org/blog/">Francesco</a>,  <a href="http://www.delymyth.net">Elena</a>, <a href="http://www.fogliata.net">Tiziano</a>, <a href="http://www.paolo.valenti.name/">Paolo</a>, <a href="http://www.mavero.it/">Mauro</a>, <a href="http://blog.felter.it/">Roberto</a>, e <a href="http://www.myweb20.it/">Roberto(postoditacco)</a> .</p>
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		<title>DRM e acquisti online</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 09:58:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
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		<category><![CDATA[iTunes]]></category>
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		<description><![CDATA[Avevo già scritto quello che penso del DRM, ma un paio di giorni fa mi capita di cascare su questo articolo di Jacqui Cheng su Ars Technica. Trad.: i clienti che hanno acquistato musica dall&#8217;ormai defunto MSN Music store di Microsoft si trovano a dover prendere una decisione che non si sarebbero mai aspettati:decidere a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo già scritto <a href="http://blog.scano.net/pensierini/jobs-il-drm-e-un-chitarrista/">quello che penso del DRM</a>, ma un paio di giorni fa mi capita di cascare su <a href="http://arstechnica.com/news.ars/post/20080422-drm-sucks-redux-microsoft-to-nuke-msn-music-drm-keys.html">questo articolo</a> di <a href="http://arstechnica.com/authors.ars/eJacqui">Jacqui Cheng</a> su Ars Technica.</p>
<blockquote><p><strong><em>Trad.: </em></strong>i clienti che hanno acquistato musica dall&#8217;ormai defunto MSN Music store di Microsoft si trovano a dover prendere una decisione che non si sarebbero mai aspettati:decidere a quale computer (e sistema operativo) affidarsi ed autorizzare per sempre, oppure dimenticarsi di accedere alla musica per cui hanno pagato. Perché? Perché Microsoft ha deciso di chiudere il supporto al servizio, e spegnerà tutti i server di autorizzazione di MSN Music per la fine di quest&#8217;estate. <em>(continua)</em></p></blockquote>
<p>Giuro che la prima reazione è stata un accennato sorriso ironico, al pensiero di <em>quei fessi</em> che ci sono cascati, ed hanno speso soldi per comprare qualcosa che è loro solo fino a quando il precedente proprietario non decide di riprendersela indietro.</p>
<p>Ci sono due cose che mi vengono in mente subito:</p>
<p>Primo: il modo in cui è stata gestita la cosa è semplicemente violento, prevaricatorio per non dire provocatorio e denigrante nei confronti dei consumatori. Avrebbero potuto benissimo fare in modo che chi aveva acquistato legalmente dei brani musicali potesse, con un ultima verifica prima della disconnessione, vederseli sbloccati per sempre, e poterli ascoltare anche sul suo prossimo computer. Invece no. Fine, chi ha comprato qualcosa, potrà autorizzare un ultimo PC, e potrà ascoltare la musica che ha comprato (con soldi che NON scadono) a patto di non fare modifiche hardware significative e di non aggiornare mai più il sistema operativo. Sembra quasi una battuta.</p>
<p>Secondo: il modello di DRM è molto simile a quello di iTunes, e ci sono molte più persone che hanno comprato musica protetta dal negozio di Apple. Cosa succederebbe se domani, per una qualunque ragione, Apple decidesse di spegnere i server di iTunes? La stessa, identica cosa. Con tanti saluti a chi è stato legalmente truffato.</p>
<p>Il gongolare lascia però presto spazio al rammarico, al pensiero che in realtà una fetta enorme di coloro che fanno acquisti e non solo, una fetta enorme degli utenti della rete è costituita da persone che sono in completa buona fede, che vedono il logo Microsoft (o Sony, o Apple &#8230;) e credono che sia una certezza di affidabilità, che li metta al sicuro da tutti quegli atti di puro terrorismo ideologico che vedono al telegiornale. Penso a mia madre quando chiama il supporto tecnico di Tiscali, che ha un numero a pagamento, e quelli le fanno la supercazzola e mettono giù per farla richimare 10 volte e farle spendere quei soldi che &#8220;le fanno risparmiare&#8221; dalla bolletta. E tutto è accettato troppo passivamente.</p>
<p>Penso che la Rete sta andando in una direzione in cui le persone <em>si stanno abituando</em> ad essere prevaricate,<br />
a vedersi ledere una scheggia dei propri diritti ogni giorno, e lo si sta facendo con troppa leggerezza.</p>
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		<title>Essere l337, questo NON è il problema</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 12:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[l337]]></category>

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		<description><![CDATA[via /. It Ought To Be Simple: I&#8217;m an Idiot&#8230; Primo post da vero/finto blogger. Si torna su una questione spinosa: l&#8217;atteggiamento del team di supporto IT nei confronti degli utOnti, lusers, o come altro li si chiama. I fatti: è prassi consolidata, da parte di chiunque abbia anche solo per poco fatto parte di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>via /.</p>
<p><a href="http://www.itoughttobesimple.com/essays/idiot1.htm">It Ought To Be Simple: I&#8217;m an Idiot&#8230;</a></p>
<p>Primo post da vero/finto blogger. Si torna su una questione spinosa: l&#8217;atteggiamento del team di supporto IT nei confronti degli utOnti, lusers, o come altro li si chiama.</p>
<p>I fatti: è prassi consolidata, da parte di chiunque abbia anche solo per poco fatto parte di un team di supporto IT, dileggiare gli utenti della loro incapacità ad eseguire anche le procedure più semplici, di cliccare senza leggere, eccetera.</p>
<p>Da un certo punto di vista posso essere d&#8217;accordo, certe volte si esagera, ok &#8230; ma mi viene da rispondere con una domanda: se alnostro cardiologo dell&#8217;esempio si presenta un paziente, che alla richiesta di compilare un modulo contenente i propri dati, si dichiara incapace di farlo, o dimentica il proprio nome, o scrive il nome dove si richiede di inserire il gruppo sanguigno &#8230; quel dottore non ne riderà con i colleghi davanti alla macchinetta del caffé?</p>
<p>Il problema non è dei professionisti IT, il problema è di quella generazione di persone totalmente tecnofobe, che tuttora dimenticano pure il proprio nome se solo si trovano a doverlo scrivere in un form in una pagina web.</p>
<p>Vi si deride semplicemente perché si presuppone che ad un essere vivente appartenente alla classe dei primati superiori <strong>non serva una laurea di sei anni</strong> per capire che per sincronizzare palmare e PC, entrambi <strong>devono essere accesi</strong> (vista dal vero).</p>
<p>Un&#8217;altra delle ragioni l&#8217;ha scritta il Beggi: <a target="_blank" href="http://www.andreabeggi.net/2007/01/14/customer-care-post-lungo/trackback/">Customer care</a>.</p>
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