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	<title>marco.log &#187; it</title>
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	<description>il blog di Marco Scano</description>
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		<title>Unpacking SMAU: the day after</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 09:19:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[unpacking smau brescia 2009]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccoci quà, purtroppo in ritardo a causa della mole clamorosa di lavoro arretrato, alle considerazioni sull&#8217;evento di Brescia del 24 Marzo. L&#8217;impressione generale è stata davvero buona: l&#8217;evento, pur con le difficoltà logistiche di un padiglione in pieno allestimento, si è svolto in modo fluido e molto fruibile. Complimenti davvero ad Anna Micossi e Pierantonio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci quà, purtroppo in ritardo a causa della mole clamorosa di lavoro arretrato, alle considerazioni sull&#8217;evento di Brescia del 24 Marzo.</p>
<p>L&#8217;impressione generale è stata davvero buona: l&#8217;evento, pur con le difficoltà logistiche di un padiglione in pieno allestimento, si è svolto in modo fluido e molto fruibile. Complimenti davvero ad Anna Micossi e Pierantonio Macola di SMAU.</p>
<p>Mi ha colpito in particolare la parte riguardante le startup, dove ho potuto vedere alcuni progetti davvero interessanti, soprattutto quello di Daniele Galiffa di <a href="http://www.closr.it">Closr.it</a>, un tool dal potenziale a mio avviso enorme. Ho il sospetto che per certi versi neppure loro si rendano ancora conto del giocattolo che hanno in mano, ma decisamente (e noto di <a href="http://www.mavero.it/2009/03/25/closrit-una-start-up-interessante-a-unpacking-smau-brescia/">non essere il solo</a>), questa è la novità più interessante che ho visto.</p>
<p>Ottima anche l&#8217;idea dei ragazzi di <a href="http://www.workcity.org">workcity.org</a>, un servizio di gestione della contabilità online che, a parte un ActiveX che ha riscosso pochi consensi in giro, a me pare piuttosto interessante, e che potrebbe rappresentare un&#8217;ottima soluzione per molti professionisti e piccole aziende &#8212; che non dimentichiamoci, costituiscono pur sempre la stragrande maggioranza dell&#8217;imprenditoria in Italia.</p>
<p>Dal punto di vista personale, poi, mi ha fatto piacere conoscere finalmente di persona alcuni blogger che  seguo da parecchio. Un saluto particolare quindi va a <a href="http://www.pseudotecnico.org/blog/">Francesco</a>,  <a href="http://www.delymyth.net">Elena</a>, <a href="http://www.fogliata.net">Tiziano</a>, <a href="http://www.paolo.valenti.name/">Paolo</a>, <a href="http://www.mavero.it/">Mauro</a>, <a href="http://blog.felter.it/">Roberto</a>, e <a href="http://www.myweb20.it/">Roberto(postoditacco)</a> .</p>

	Tags: <a href="http://www.scano.net/tag/unpacking-smau-brescia-2009/" title="unpacking smau brescia 2009" rel="tag">unpacking smau brescia 2009</a><br />
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		<title>DRM e acquisti online</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 09:58:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
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		<description><![CDATA[Avevo già scritto quello che penso del DRM, ma un paio di giorni fa mi capita di cascare su questo articolo di Jacqui Cheng su Ars Technica. Trad.: i clienti che hanno acquistato musica dall&#8217;ormai defunto MSN Music store di Microsoft si trovano a dover prendere una decisione che non si sarebbero mai aspettati:decidere a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo già scritto <a href="http://blog.scano.net/pensierini/jobs-il-drm-e-un-chitarrista/">quello che penso del DRM</a>, ma un paio di giorni fa mi capita di cascare su <a href="http://arstechnica.com/news.ars/post/20080422-drm-sucks-redux-microsoft-to-nuke-msn-music-drm-keys.html">questo articolo</a> di <a href="http://arstechnica.com/authors.ars/eJacqui">Jacqui Cheng</a> su Ars Technica.</p>
<blockquote><p><strong><em>Trad.: </em></strong>i clienti che hanno acquistato musica dall&#8217;ormai defunto MSN Music store di Microsoft si trovano a dover prendere una decisione che non si sarebbero mai aspettati:decidere a quale computer (e sistema operativo) affidarsi ed autorizzare per sempre, oppure dimenticarsi di accedere alla musica per cui hanno pagato. Perché? Perché Microsoft ha deciso di chiudere il supporto al servizio, e spegnerà tutti i server di autorizzazione di MSN Music per la fine di quest&#8217;estate. <em>(continua)</em></p></blockquote>
<p>Giuro che la prima reazione è stata un accennato sorriso ironico, al pensiero di <em>quei fessi</em> che ci sono cascati, ed hanno speso soldi per comprare qualcosa che è loro solo fino a quando il precedente proprietario non decide di riprendersela indietro.</p>
<p>Ci sono due cose che mi vengono in mente subito:</p>
<p>Primo: il modo in cui è stata gestita la cosa è semplicemente violento, prevaricatorio per non dire provocatorio e denigrante nei confronti dei consumatori. Avrebbero potuto benissimo fare in modo che chi aveva acquistato legalmente dei brani musicali potesse, con un ultima verifica prima della disconnessione, vederseli sbloccati per sempre, e poterli ascoltare anche sul suo prossimo computer. Invece no. Fine, chi ha comprato qualcosa, potrà autorizzare un ultimo PC, e potrà ascoltare la musica che ha comprato (con soldi che NON scadono) a patto di non fare modifiche hardware significative e di non aggiornare mai più il sistema operativo. Sembra quasi una battuta.</p>
<p>Secondo: il modello di DRM è molto simile a quello di iTunes, e ci sono molte più persone che hanno comprato musica protetta dal negozio di Apple. Cosa succederebbe se domani, per una qualunque ragione, Apple decidesse di spegnere i server di iTunes? La stessa, identica cosa. Con tanti saluti a chi è stato legalmente truffato.</p>
<p>Il gongolare lascia però presto spazio al rammarico, al pensiero che in realtà una fetta enorme di coloro che fanno acquisti e non solo, una fetta enorme degli utenti della rete è costituita da persone che sono in completa buona fede, che vedono il logo Microsoft (o Sony, o Apple &#8230;) e credono che sia una certezza di affidabilità, che li metta al sicuro da tutti quegli atti di puro terrorismo ideologico che vedono al telegiornale. Penso a mia madre quando chiama il supporto tecnico di Tiscali, che ha un numero a pagamento, e quelli le fanno la supercazzola e mettono giù per farla richimare 10 volte e farle spendere quei soldi che &#8220;le fanno risparmiare&#8221; dalla bolletta. E tutto è accettato troppo passivamente.</p>
<p>Penso che la Rete sta andando in una direzione in cui le persone <em>si stanno abituando</em> ad essere prevaricate,<br />
a vedersi ledere una scheggia dei propri diritti ogni giorno, e lo si sta facendo con troppa leggerezza.</p>

	Tags: <a href="http://www.scano.net/tag/apple/" title="Apple" rel="tag">Apple</a>, <a href="http://www.scano.net/tag/drm/" title="DRM" rel="tag">DRM</a>, <a href="http://www.scano.net/tag/itunes/" title="iTunes" rel="tag">iTunes</a>, <a href="http://www.scano.net/tag/microsoft/" title="Microsoft" rel="tag">Microsoft</a>, <a href="http://www.scano.net/tag/msn-music/" title="MSN Music" rel="tag">MSN Music</a><br />
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		<title>Essere l337, questo NON è il problema</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jan 2007 12:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[it]]></category>
		<category><![CDATA[l337]]></category>

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		<description><![CDATA[via /. It Ought To Be Simple: I&#8217;m an Idiot&#8230; Primo post da vero/finto blogger. Si torna su una questione spinosa: l&#8217;atteggiamento del team di supporto IT nei confronti degli utOnti, lusers, o come altro li si chiama. I fatti: è prassi consolidata, da parte di chiunque abbia anche solo per poco fatto parte di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>via /.</p>
<p><a href="http://www.itoughttobesimple.com/essays/idiot1.htm">It Ought To Be Simple: I&#8217;m an Idiot&#8230;</a></p>
<p>Primo post da vero/finto blogger. Si torna su una questione spinosa: l&#8217;atteggiamento del team di supporto IT nei confronti degli utOnti, lusers, o come altro li si chiama.</p>
<p>I fatti: è prassi consolidata, da parte di chiunque abbia anche solo per poco fatto parte di un team di supporto IT, dileggiare gli utenti della loro incapacità ad eseguire anche le procedure più semplici, di cliccare senza leggere, eccetera.</p>
<p>Da un certo punto di vista posso essere d&#8217;accordo, certe volte si esagera, ok &#8230; ma mi viene da rispondere con una domanda: se alnostro cardiologo dell&#8217;esempio si presenta un paziente, che alla richiesta di compilare un modulo contenente i propri dati, si dichiara incapace di farlo, o dimentica il proprio nome, o scrive il nome dove si richiede di inserire il gruppo sanguigno &#8230; quel dottore non ne riderà con i colleghi davanti alla macchinetta del caffé?</p>
<p>Il problema non è dei professionisti IT, il problema è di quella generazione di persone totalmente tecnofobe, che tuttora dimenticano pure il proprio nome se solo si trovano a doverlo scrivere in un form in una pagina web.</p>
<p>Vi si deride semplicemente perché si presuppone che ad un essere vivente appartenente alla classe dei primati superiori <strong>non serva una laurea di sei anni</strong> per capire che per sincronizzare palmare e PC, entrambi <strong>devono essere accesi</strong> (vista dal vero).</p>
<p>Un&#8217;altra delle ragioni l&#8217;ha scritta il Beggi: <a target="_blank" href="http://www.andreabeggi.net/2007/01/14/customer-care-post-lungo/trackback/">Customer care</a>.</p>

	Tags: <a href="http://www.scano.net/tag/l337/" title="l337" rel="tag">l337</a><br />
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