Post quasi inutile, ma che succede a feedburner? Per qualche strano motivo, quando scrivo un post, non lo vedo su Google Reader prima di due giorni.
Sono l’unico? - probabilmente si.
Investigation in progress …
il blog di Marco Scano
Post quasi inutile, ma che succede a feedburner? Per qualche strano motivo, quando scrivo un post, non lo vedo su Google Reader prima di due giorni.
Sono l’unico? - probabilmente si.
Investigation in progress …
ok, lo so che ri-divulgare la pubblicità non è proprio il massimo, ma questo è fantastico:
(via *)
Interrogazione parlamentare sulla Vodafone internet key (via Adnkronos)
Lasciando stare quei soliti troppo facili e retoricissimi commentini sull’opportunità di interrogare un ministro su un argomento simile in una situazione ecominica come quella che stiamo attraversando, non posso che confermare.
Recensione in versione light: fa schifo.
Più in dettaglio, l’ho presa (meglio: fatta prendere ad un cliente, ma son dettagli) durante l’estate, perché stavo in Sardegna in affitto e non potevo disporre di banda larga, quindi mi sembrava l’unica soluzione attuabile.
Dovendo fare una dichiarazione con valore statistico si può dire che non funziona; semmai in rarissimi momenti, concentrati in fasce orarie in cui nel fuso orario dell’Europa Centrale si DORME anche d’estate, si riesce vagamente ad accedere ad un servizio appena decente, forse paragonabile alle prime adsl BBB 256k di telecom. Niente di più. E salutami i 7.2 Mbit.
Provata a Porto Torres in zone diverse, Alghero, Sassari e Cagliari, alla faccia di chi parla di grandi centri urbani … allora funziona solo a Milano in Piazza Duomo?
Il problema è che il link UMTS non c’è praticamente mai, e quando c’è il collegamento ha una qualità assolutamente terribile: per fare un esempio, con un collega si lavorava al template per un sito, per cui capitava di dover navigare molte pagine di iStock Photos, o Stock Exchange, col risultato di vedere la connessione cadere, il programma client crashare, e dover ripartire daccapo con tutta la procedura di connessione, dopo aver coscenziosamente terminato a manina tutti i processi attivi residui. Stessi risultati con sessioni FTP copiose, come ad esempio aggiornare un CMS con quei 150-200 file molto piccoli da inviare.
Per fortuna la versione che ho preso io è quella ricaricabile, così il semplice smettere di usarla ha anche fatto cessare istantaneamente lo spreco, ma sinceramente ho difficoltà a mettermi nei panni di chi l’ha presa in abbonamento.
Un amico canadese, con in mano il suo fido BlackBerry della Rogers che da anni non perde un bit in tutto il mondo, mi ha chiesto come mai in italia quando si parla di telefonia ci sono sempre dei servizi strepitosi, per lo più inesistenti nel resto del mondo, ma che poi alla fine non funzionano mai.
Gli ho risposto che in Italia si fa sempre tutto all’italiana, ma non so se ho reso l’idea.
it’s the italian way, dude!
UPDATE:
ho scoperto che oggi ne ha parlato anche Punto Informatico
Leggo Trusted Source, che in un post di un paio di giorni fa (citato pure dal NYT) determina la popolarità dei candidati alle presidenziali USA analizzando la frequenza in cui i rispettivi nomi compaiono nei messaggi di spam, ed imparo come si estrapolano le tendenze nel mondo duepuntozero.
A leggere certe dichiarazioni dei nostri politicanti, pare che quì da noi i sondaggi si facciano ancora col vecchio sistema altresì detto “accontenta il capo“.
E non è ancora stabilito quale dei metodi sia migliore.
(via /.)
Update: sono arrivato prima di Ars Technica! E quando ricapita?
Ecco che succede di nuovo. Sono due mesi che penso di scrivere un post sulla mia nuova attività, ed ancora una volta scopro che se aspetto un pochino, accade che qualcun altro scrive ciò che ho in mente io, e lo scrive meglio. Per cui aspettare vale sempre la pena. L’ha fatto Federico Fasce, stavolta. In realtà avevo cominciato scrivendo un commento al suo post, ma poi mi sono accorto di essere un po’ troppo prolisso, ergo provo a mettere tutto quì.
Al pari di Federico sono anch’io nella condizione di P.IVA a regime agevolato, aperta a fine gennaio 2008, non ho ancora chiuso il mio primo anno fiscale.
Rispetto ai commenti nel thread, devo dire che le mie le mie esperienze sono un po’ contrastanti.
Io mi sono guadagnato da vivere per molti anni facendo il sistemista, e come tutti i miei colleghi ho sbarcato il lunario lavorando per le solite bizzeffe di aziende grandi e piccole diverse, ma sempre e comunque assoldato mediante contrattini insulsi privi di qualunque garanzia, nessun benefit ed orari creativi, per poi ad ogni colloquio di lavoro sentirmi i soliti commenti sull’esperienza di lavoro frammentata [sic!]
Alla fine, dopo un’ennesimo terribile anno passato a generare profitti mostruosi e vederne neppure le briciole, ho mollato l’ultimo lavoro da “dipendente” e mi sono messo in proprio, ed ho lasciato tutto per seguire un progetto di una rivista Open Access cui tengo moltissimo.
Che dire, certo le differenze sono enormi: intanto lavorando prevalentemente con persone del mondo anglosassone, fa un po’ strano vedere che chi si occupa di IT all’interno di un team di lavoro, gode dello stesso rispetto degli altri (!!!) e non è trattato come un fanfarone rompiscatole mangiasoldi, come avviene nella gran parte delle realtà di casa nostra.
Qualche appunto su quanto emerso finora:
Per completare il discorso, non conoscevo l’ACTA, ma a seguire il link sembra molto interessante. Sto già pensando di associarmi per l’anno a venire.
Papà, ma questo computer è un acquario? … sai, visto che dentro ci sono i pinguini!
Detto da Andrea, 4 anni, riferendosi alla Ubuntu VM che gli ho creato, e gli lascio per giocare con TuxPaint.
Nulla da obbiettare sull’articolo di Erick Schonfeld su TC di oggi, però devo ammettere che la slide sull’utente medio di LinkedIn, ove la maggioranza degli utenti è yankee, come in tutti i social network, mi fa venire in mente che forse le differenze tra le due parti dell’atlantico sono davvero grandi.
In realtà l’account su LinkedIn ce l’ho da tantissimo, ma non l’ho mai usato davvero a fondo. Le persone del mio (piccolissimo) network le conosco quasi tutte piuttosto bene (certo non fino a far loro i conti in tasca :D), però m’incuriosisce decisamente l’idea di fare un piccolo sondaggio tra il network italiano e capire in che misura ci si ci si può raffrontare all’autente medio americano.
Proviamo:
Età media: 41 - sono più giovane
Reddito medio familiare: USD 109.703 - Se tutto va bene, 2/3 di quella cifra
Maschio: 64% - ok, senza scomodare quei test beoti su quanto conta il tuo lato femminile, sui documenti sono sicuramente uomo
Reddito familiare lordo superiore a 100K USD: 53% - già detto, io sto di certo nel restante 47%
Own Smartphone/PDA: 43% - Anche quì sto fuori media. Come si fa a vivere senza BlackBerry?
Laurea/Master/specializzazione: 80,1% - Niente da fare neppure quì
Business decision maker: 49% - Lavorando in proprio è facile dire 100%, però anche nella maggior parte degli altri lavori che ho fatto, stranamente sono sempre stato messo a decidere, quì forse ci rientro
Top management: 6,5% - Ecco, questa è l’unica categoria in cui riesco senz’altro a rientrare nella media degli utenti.
Ah, poi ovviamente - manco a dirlo - al tipo della foto non ci somiglio nemmeno da lontano.
Alla fine l’ho comprato (versione da 1TB), una settimana fa, ma causa scadenze importanti sul lavoro, ho dovuto rimandare la rece (clicca l’immagine x il sito ufficiale).
Ammetto di non averlo ancora messo seriamente alla frusta, per ora lo uso solo per fare backup, ma le funzioni le ho provate tutte (potevo resistere?), e vanno piuttosto bene.
La prima impressione è che è piccolo, molto sleek davvero, con tutta probabilità non sfigura neppure in soggiorno (se ci può stare una PS3 …).
Ok, provo a fare una listina anche con questo ….
PROs:
CONs:
LIMBOs:
Insomma, per un uso domestico un NAS-settino accettabile, non troppo costoso, RAID di livello base (con due dischi non che si possa fare molto …), semplicissimo da configurare ed usare.
Vedremo poi come tiene alla distanza.
Ti pareva, proprio nel momento in cui viene rilasciato al pubblico il nuovo browser di Google, io mi trovo fuori casa per lavoro per due giorni, e mi devo accontentare di leggere dei giochi degli altri dai feed.
Rimediato subito, ovviamente installarlo è stata la seconda cosa che ho fatto stamattina, dopo aver smaltito almeno le più urgenti mail di lavoro.
Ergo, ho sfruttato la virtual machine XP SP3 con IE8 scaricata qualche giorno fa ma mai usata, per provare com’ è questo nuovo giocattolo, e visto che non sono questo maestro di scrittura, provo a sintetizzare in una piccola lista di impressioni positive e negative.
PROs:
CONs:
LIMBOs:
Come al solito ho ben poco da aggiungere a quanto già scritto dagli altri già citati, e sottolineo scrittto meglio di come avrei fatto io, ma più che entusiasmo per la novità, lo ammetto, la mia sensazione è quella di un leggero blues, perché tutto ciò mi suona tanto — ma tanto — di requiem per Firefox.
Ho bisogno d’aiuto. A me non frega nulla del badminton, del tiro al piattello, e di altre decine di specialità olimpiche, ma sono appassionato di basket.
Come faccio a vedere le partite, dato che mamma Rai non le trasmette, ne in TV, ne in streaming?
Qualcuno ha un link da cui sia possibile vedere anche gli sport dove non ci sono italiani in gara?
EDIT [17/08]: sembra ci possa essere qualche speranza nei canali in streaming sul sito di Rai Sport, a questo link: Rai Sport - Streaming.
Nota 1: tanto per non smentirsi mai, la TV di stato fornisce contenuti esclusivamente tramite piattaforme proprietarie. Chi non ha Windows può anche morire …
Nota 2: nei canali dal 3 in poi non c’è il commento, questo significa che si potrebbe ipoteticamente riuscire a vedere una partita, magari addirittura INTERA, senza le inumane cazzate del leccaculo e del lobotomizzato. Troppo bello per essere vero.
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